In ricordo dell’Ammiraglio Ubaldo Scarpati

Una triste notizia è arrivata il 1 marzo scorso quando, increduli ed addolorati, abbiamo appreso dell’improvvisa scomparsa del carissimo amico e socio della Casina, Ammiraglio Ubaldo Scarpati.

L’intera comunità della Penisola sorrentina è rimasta intimamente colpita da questo lutto e si è subito stretta intorno ai familiari, nel ricordo di un uomo e di un ufficiale nel quale era radicato lo spirito più genuino della sua terra natale. L’Ammiraglio Scarpati ha amato profondamente la sua Meta e la Penisola sorrentina, un territorio quasi unico nel suo genere per la ricchezza di attività, vicende e tradizioni marinare, al quale è rimasto intimamente legato per tutta la vita; non a caso, è stato sempre ricambiato da sincere dimostrazioni di stima e di affetto, non solo negli ambienti strettamente legati alla marineria.

Ubaldo Scarpati nasce il 20 ottobre 1940, nell’allora città di Sorrento “unificata” dalle disposizioni del governo anteguerra.  La sua è una famiglia metese con solide tradizioni marinare; orfano di guerra, prosegue nel solco familiare frequentando lo storico Istituto Tecnico Nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento.

Appena diplomato, dall’ottobre del 1960 e fino al dicembre 1962, svolge il servizio militare di leva nella Marina militare, in qualità di Ufficiale di Complemento del Corpo di Stato Maggiore, prestando anche servizio quale Ufficiale in seconda sulla Motosilurante 472.

Nel 1963, intraprende la carriera di Ufficiale nella Marina mercantile, che lo porterà a svolgere navigazioni a lungo corso, toccando porti del continente americano, dell’Africa, del nord Europa e dell’Unione Sovietica.

Nel gennaio 1968, avendo superato il concorso per “Ufficiali a Nomina Diretta”, si concretizza la sua scelta di entrare nel Corpo delle Capitanerie di Porto ed inizia il suo definitivo percorso professionale, che sarà contraddistinto, in ogni momento, da competenza, passione, coraggio e non comuni doti di umanità e serenità d’animo.

La carriera è costellata da destinazioni ed incarichi prestigiosi: dal 1970 al 1974, è al comando di unità navali delle Capitanerie di Porto; dal 1976 al 1978, è Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia (Napoli); dal 1987 al 1990, è Comandante della Capitaneria di Porto di Manfredonia (Foggia); dal 1993 al 1995, svolge l’incarico di Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno.

Di particolare rilievo è l’opera svolta, presso diverse sedi, in qualità di Direttore Marittimo: dal 1995 al 1999, per le Marche, Abruzzo e Molise; dal 1999 al 2001, per la Sicilia Occidentale; dal 2001 al 2003, per la Campania.

Tra le onorificenze e le medaglie che gli sono state conferite, occorre menzionare quella di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, la Medaglia di bronzo di benemerenza marinara, la Medaglia Mauriziana, la Medaglia al merito di lungo comando (argento) e la Croce d’oro con stelletta (quaranta anni di anzianità di servizio).

Nel mese di ottobre 2003, con il grado di Ammiraglio Ispettore, lascia il servizio attivo nelle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, con alle spalle uno straordinario patrimonio di esperienze, legami e ricordi, come ampiamente testimoniato da quanti hanno avuto l’onore di lavorare al suo fianco o alle sue dipendenze.

L’Ammiraglio Ubaldo Scarpati è stato, indubbiamente, una figura di riferimento nell’ambiente marittimo nazionale. Benvoluto ed ammirato da tutti, da più parti sono state ricordate le sue pregevoli doti: professionalità, dedizione al servizio, capacità organizzativa, fermezza ed autorevolezza, mai disgiunte da un rassicurante sorriso, da signorilità e da una sincera disponibilità dimostrate in ogni circostanza. È stato scritto che lascia un’eredità fatta di impegno e di lungimiranza, messe in campo durante l’intero arco della sua carriera e rese ancora più evidenti nei momenti delle profonde trasformazioni che hanno attraversato la Guardia Costiera e l’intero comparto marittimo.

A noi della Casina dei Capitani rimane il ricordo del collega, dell’amico e, per qualcuno, anche del compagno di classe, che ci onorato della sua compagnia e della sua saggezza. Alla consorte, Signora Eva, ai figli, Giacomo e Francesca, ai nipoti ed ai parenti tutti giunga il nostro più deferente abbraccio

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