Marina d’Aequa 2019 ……….

PER NON DIMENTICARE…   

Come ogni anno ci ritroveremo intorno all’altare del Signore per commemorare i marittimi scomparsi trentotto fa nell’affondamento della motonave Marina d’Aequa. Come tutti ricorderanno, il suo intero equipaggio, trenta persone, la maggior parte della Penisola sorrentina, scomparve con la nave, proveniente da Anversa con carico di lamiere in rotoli ed altro materiale metallico per il Messico, in una tempesta nel Golfo di Guascogna (mare e vento forza 9) alle ore 17.55 del 29 dicembre del 1981 in latitudine 45 gradi e 45’ Nord e longitudine 9  gradi e 45’ ovest. Nonostante gli anni trascorsi, il ricordo di quel doloroso avvenimento mi è sempre vivo e così il susseguirsi degli eventi in quel tragico martedì di fine anno.

La tecnologia delle comunicazioni in quegli anni non era quella dei giorni nostri e le notizie non giungevano in tempo reale. In quei giorni mi trovavo imbarcato su una nave proveniente da Malta e diretta a Reggio Calabria. Ero in servizio nella sala di controllo dell’apparato motore quando dal ponte di comando il collega di guardia mi telefonò dicendomi che la nave Theodore Fontane aveva ricevuto alle 14.43 una richiesta di soccorso da parte del Marina D’Aequa  e che quella nave, dopo aver invertito la rotta, si stava dirigendo sul punto per accorrere in aiuto.

Da quel momento a bordo della nostra nave fu un susseguirsi di contatti, l’immedesimarsi nella situazione, il vivere le stesse angosce…. un pensiero alla famiglia. Intanto la nostra navigazione continuava in condizioni di mare particolarmente agitato, consapevoli, tuttavia, che nulla era in realtà paragonabile alle avversità e a quei  tragici momenti che stavano vivendo quei nostri sfortunati colleghi.

Arrivammo in porto alle 22.30, con mezz’ora di ritardo rispetto all’orario di linea a causa del mare grosso: la tragedia dei nostri fratelli sul mare si era già consumata ormai da poco meno di sei ore.

Sgomento e commozione oppressero ognuno di noi. Ricordo che tutti noi dell’equipaggio, ultimate le operazioni commerciali, ci raccogliemmo spontaneamente in silenzio nella sala dei passeggeri ormai vuota, gli sguardi attoniti, smarriti, incapaci di profferire una parola, un pensiero, una preghiera. Poi lo sfogo liberatorio, qualche timido commento, ognuno conosceva qualcuno dello sfortunato equipaggio, ricordava un parente, un amico, un conoscente.

Come ogni anno, è giusto e doveroso ricordare questa mesta ricorrenza. Per non dimenticare. Il tempo lenisce il dolore, induce all’oblio. Rinverdire il pensiero conduce alla meditazione. Questa volta il ricordo di quei tragici giorni mi pesa ancora più, mi costa un sacrificio particolare. Ne rivivo ogni attimo, la stessa commozione, lo stesso sgomento di allora, il disappunto, oserei dire la stessa rabbia, la rabbia dell’impotenza e il disagio di vedersi più fortunato di fronte a un destino crudele. Anch’io avevo tra gli scomparsi un amico, un collega che abitava nell’appartamento accanto al mio. La visione di trenta persone abbracciate l’un l’altra con lo sguardo verso il cielo ed il pensiero ai loro cari mi apparve e mi appare tuttora come in un film mai sbiadito. Vedo i loro corpi   calare negli abissi e le loro anime sollevarsi leggere verso la luce.

Il senso di unione che sbocciò tra l’equipaggio di quella mia nave sono certo, per la conoscenza che ho dello spirito degli uomini di mare, chiama ancora una volta a raccoglierci in un atto di fede, di preghiera, di comunione nella memoria degli scomparsi. Una commemorazione vera e sincera accanto ai familiari di tutti i dispersi in mare, in pace e in guerra, e sono tanti. Tutti insieme, tutti uniti, i cittadini della nostra Penisola sorrentina, le autorità civili, militari, religiose, le associazioni marinare, le altre associazioni.

Purtroppo le tragedie del mare pare non debbano avere mai fine: il Mar Mediterraneo sta diventando una immensa bara di profughi in fuga da guerre e fame ed in cerca di una vita con un minimo di dignità.

Riuniamoci, dunque, tutti in preghiera in suffragio delle anime dei morti nelle sciagure del mare con una invocazione al Signore affinché illumini i responsabili allontanandoli da egoismi e insensibilità e nulla tralascino nella promozione e nell’attuazione di quanto occorre per scongiurare tragedie e lutti.  Incontriamoci e saremo, in questi tempi pesanti e carichi di incertezze, di esempio per i giovani sempre più scoraggiati, continuamente fuorviati dai buoni ideali e spinti verso falsi idoli.

Domenica 29 Dicembre p.v. alle ore 11.30 ci ritroveremo ancora una volta nella Chiesa di San Giuseppe in Sant’ Agnello con il nostro Arcivescovo Mons. Francesco ALFANO che presiederà la celebrazione della Santa Messa e per la cerimonia dinnanzi alla lapide che ricorda i nostri caduti sul mare.

Vincenzo ASTARITA

Delegato laico “STELLA MARIS” Arcidiocesi  Sorrento Castellammare

12/2019