Monumento ai caduti del mare

29 DICEMBRE 2006 – PER NON DIMENTICARE
(dal sito MARINA DI EQUA – LIBRO BIANCO)

In data 29 Dicembre 2006 si è commemorato a Meta il 25° anniversario della scomparsa dei trenta uomini di mare dell’equipaggio della Nave “Marina d’Aequa”, affondata nel golfo di Guascogna il 29-12-1981.
Alle ore 09.50 è stata celebrata una messa in suffragio dall’arcivescovo Mons. Felice Cece presso la Basilica di S. M. del Lauro.
Al termine della Santa messa, alla presenza della autorità civili, militari e religiose ci si è recati in corteo sino al largo “Stella Maris” per l’inaugurazione del monumento a tutti i caduti del mare scolpito dal M° Umberto De Martino. 

La celebrazione Eucaristica

La formazione del Corteo

Il corteo per le strade
Sono intervenuti alla cerimonia diversi sindaci della penisola sorrentina, le autorità portuali di Napoli, e dalla Spagna la testimonianza di un ex marinaio della marina militare spagnola Josè Ignacio ANDRES, all’epoca impegnato nelle purtroppo vane operazioni di soccorso. 
Alle 17.55, ora precisa in cui la nave è definitivamente inabissata in mare, due minuti di raccoglimento su tutta l’area comunale con rintocchi funerei delle campane di tutte le chiese e serrata estemporanea di tutti gli esercizi commerciali, con le luci spente.

Il monumento è stato scoperto

Il rimorchiatore festeggia con potenti getti d’acqua

L’INTERVENTO DEL COMANDANTE IMPERATO

Autorità, Signore e Signori, ringrazio per l’opportunità che mi è stata offerta di partecipare a questa manifestazione. Ed è per me che un privilegio ed anche un alto onore.
Poiché il monumento testè inaugurato, è dedicato ai caduti del mare, a tutti – nessuno escluso – leggerò – sinteticamente – alcuni nomi di persone e di navi scomparse negli ultimi centoquaranta anni. Di quanto andrò a dire, tutti i dati sono rigorosamente documentati.

Anno 1866 – Corazzata RE D’ITALIA – Battaglia di Lissa – I seguenti cittadini metesi affondarono con la nave: CACACE CIRO – CAFIERO SALVATORE – BIGHELLI GENNARO – ESPOSITO TAFFAELE e a partire dal 1871, le seguenti navi partite e mai giunte a destinazione con la perdita TOTALE degli equipaggi:

1871 – ROSINA C. – 12 PERSONE – Traversata Filadelfia/Gibilterra
1978 – MIO – 12 PERSONE – Traversata Cardiff/Genova
1878 – L’ALBA – 12 PERSONE – Traversata New York/Barcellona
1884 – MISANTROPO – 12 PERSONA – Traversata Marsiglia/Santa Fe’
1884 – FRANCESCA MADRE – 13 PERSONE – Traversata
Marsiglia/Buenos Aires
1886 – REGENT – 12 PERSONE – Traversata Pensacola/Buenos Aires
1886 – BATTISTINA – 10 PERSONE – Traversata Cardiff/Buenos Aires
1887 – LUCIANO SERRA – 12 PERSONE – Traversata Cardenas/
Filadelfia
1893 – GIUSEPPINA R. – 12 PERSONE – Traversata Savannah/
Genova
1894 – MADRE E FIGLI – 12 PERSONE – Partenza da Bolama-Incagliatosi Sugli scogli di Areo Blanco- Perdita totale. Tutto l’equipaggio morì di Febbre gialla.
1903 – LAURA – 12 PERSONE – Traversata New Castle/Tocopilla
1905 – CHARLES E MARX – 15 PERSONE – Traversata Aruba/Gand
1909 – FR.SAVERIO CIAMPA – 25 PERSONE – Traversata New Castle/
Queenstown- Naufragato sugli scogli di Old Head of Kinsale
Durante una violenta tempesta da Ovest. Nessun superstite.
1912 – AMPHITRITE – 18 persone – Traversata New York/ New Castle
1017 – PASQUALE LAURO – 12 Persone – Traversata Genova/
Pensacola

In totale 16 navi per 191 persone di equipaggio, oltre a 86 caduti in mare – sepolti in mare – asportati dal mare. Ed è solo una lista approssimativa che, unita a quella del Marina di Equa, supera abbondamente le 300 unità.
A questi vanno aggiunti le migliaia di caduti in mare sacrificatisi per la Patria, nei due conflitti mondiali e soprattutto nell’aspra, crudele battaglia dei convogli. Il mare è sempre stato crudele, ma l’uomo lo ha reso ancor più crudele

Desidero quindi leggere l’elenco dell’equipaggio scomparso col Marina di Equa. (Vedere Elenco esposto nel Tabellone n° 1)

Ed ora permettetemi di concludere, recitando la Preghiera per i marittimi defunti, da me liberamente tratta nel 1999 dal Libro “ LA MARINA MERCANTILE NAPOLETANA di Costernino e Porcaro, e riprodotta sul libro alla base del monumento.

I metesi ai caduti del mare

Benedici o Signore,
nel canto eterno del Mare
i valorosi marinai del nostro Golfo
e tutti i figli dei golfi del mondo
già giunti all’ultima sponda.
Essi conobbero l’urlo della tempesta
E lo strazio del naufragio;
la sfida dei venti e l’insulto della guerra;
la nostalgia della casa
ed il forzato distacco dai propri affetti;
la rinuncia alle gioie famigliari
ed il solitario dolore dei propri lutti.
Navigarono non da vanità spinti
O da bramosia di gloria
Ma solo da obbedienza al proprio dovere
E al proprio onore:
Meta, 29 Dicembre 2006